La notte dei sogni.

L’Academy Award, comunemente conosciuto come Oscar, è il premio cinematografico più importante al mondo. E’ anche il più antico: nato nel 1929, precede di tre anni il Festival di Venezia. Conferito dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences, ha come simbolo universalmente riconoscibile la statuetta che viene assegnata al vincitore del premio: un uomo alto trentacinque centimetri, dal corpo forte ed atletico, che stringe tra le mani una spada. Sembra che il nome sia stato coniato da un’impiegata dell’Academy la quale, vedendo la statuetta, esclamò: “Assomiglia proprio a mio zio Oscar!”.
Le categorie per le quali l’Oscar viene assegnato sono circa trenta, ma le più importanti, presenti sin dalla prima edizione, sono quelle per il miglior film, per l’attrice e l’attore protagonisti, per la sceneggiatura originale e non, per il regista e per la scenografia. Altre categorie considerate importanti, nate solo con l’introduzione del sonoro nel cinema, sono quelle che premiano la miglior colonna sonora e la miglior canzone.
La Notte degli Oscar, cerimonia di premiazione annuale, si tiene dal 2001 nel Dolby Theatre di Hollywood, ed è una vetrina di portata mondiale in cui non mancano momenti commoventi, imbarazzanti o esilaranti. L’americanissimo cowboy e soldato John Wayne, ad esempio, pianse dalla commozione per il suo Oscar nel 1970. Joe Pesci, che nel 1991 con il film Quei bravi ragazzi vinse come miglior attore non protagonista, salì sul palco, disse “E’ un onore, grazie” e se ne andò. Indimenticabile poi Roberto Benigni, vincitore con La vita è bella dell’Oscar per il miglior film straniero: all’annuncio di essere il vincitore buttò le braccia al cielo e salì sullo schienale della propria poltrona; dopo aver percorso, come un funambolo, alcuni metri in equilibrio precario sugli schienali, ricevendo complimenti e strette di mano e abbracci, scese e si diresse saltellando verso il palco incontro a Sophia Loren, che ne aveva appena annunciato la vittoria.



I leoni di Venezia.

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si svolge annualmente a Venezia, a cavallo tra agosto e settembre. Il premio principale che viene assegnato è il Leone d’Oro, che deve il suo nome al simbolo cittadino, il leone della Basilica di San Marco.
Ospitata al Lido, nello storico Palazzo del Cinema, è seconda per anzianità ed importanza solo all’Academy Award. Nata nel 1932 da un’idea del presidente della Biennale di Venezia, la prima edizione, non competitiva, è un successo quasi inaspettato che mobilita circa venticinquemila spettatori ed un certo numero di divi dell’epoca, tra cui Greta Garbo e Clark Gable. Alla seconda edizione la mostra vanta già uno scandalo: la prima scena cinematografica di nudo integrale, comparsa durante una sequenza della pellicola cecoslovacca Estasi. La rassegna cresce rapidamente in importanza ma si ritrova a fare i conti con le pressioni politiche prima e con la Seconda guerra mondiale poi, perdendo i suoi tratti di internazionalità e libertà a favore di un clima più propagandistico.
Li riacquista solo a guerra finita, per affermarsi definitivamente in campo internazionale negli anni Cinquanta e contribuire alla crescita di nuove scuole del cinema, come quelle giapponese ed indiana. Crescono anche le critiche il cinema italiano, riconosciuto a livello internazionale, viene scarsamente premiato al festival veneziano. In compenso negli anni successivi si assiste a una serie di quattro vittorie consecutive ad opera dei registi Rosi, Antonioni, Visconti e Pontecorvo. A partire dal Sessantotto, la rassegna cinematografica vive un periodo di estrema difficoltà, non tanto dal lato artistico quanto da quello organizzativo e d’immagine: legata a doppio filo alla Biennale di Venezia, che ancora attende la revisione dei propri statuti fascisti bloccati in Parlamento, la rassegna perde gran parte della sua attrattiva. Nel 1979 la mostra avvia la propria rinascita grazie al nuovo direttore Lizzani, che vuole offrire un’immagine più sobria e moderna e nomina una commissione di selezione delle opere composta da personaggi culturali italiani di spicco. La rassegna si diversifica, aumentando la presenza di retrospettive ed aprendo varie sezioni dedicate ad esempio alla ricerca sperimentale, come Officina. Gli anni Ottanta, in cui si avvicendano vari direttori, proseguono su questa linea: Venezia ospita molti grandi film, anche fuori concorso, e va letteralmente a caccia di autori inusuali ed opere nuove. La nuova formula è snella ed incalzante, ai veterani si affiancano nuove scoperte e le sezioni si moltiplicano: nascono Orizzonti, dedicata alle nuove correnti del cinema mondiale, e Notte, che ospita film spettacolari di grande richiamo.
E’ una via percorsa fino ad oggi, al di là degli avvicendamenti dei direttori e delle varie novità introdotte negli anni più recenti. In particolare, all’inizio degli anni Novanta si assiste ad un massiccio inserimento di giovani registi americani, fino ad allora quasi assenti dalla rassegna.
Attualmente la rassegna è improntata su una forte partecipazione giovanile e si è espansa anche materialmente, con nuove infrastrutture e collegamenti più efficienti che coprono in maniera egregia i circa undicimila metri quadri a disposizione della mostra. Si continua ad affiancare giovani emergenti a grandi nomi affermati, legati spesso anche affettivamente a Venezia ed alla sua rassegna, e nel 2006 sono state portate in concorso solamente opere in anteprima mondiale, a testimonianza del ruolo di primo piano che la mostra ha saputo conquistarsi negli anni.



Le Palme di Cannes.


Il Festival di Cannes è una rassegna cinematografica annuale che si svolge a maggio, per due settimane, nell’omonima città della Costa Azzurra. Nasce alla fine degli anni Trenta, quando il ministro francese della pubblica istruzione e delle belle arti, indignato dalle ingerenze fasciste e naziste nella rassegna veneziana, propone la creazione di un festival simile: il primo presidente avrebbe dovuto essere Louis, uno dei fratelli Lumière, ma lo scoppio della Seconda guerra mondiale rimandò la prima edizione al 1946. Da allora il festival si è tenuto con cadenza annuale, a parte due anni in cui non si è svolto per problemi di bilancio.
Divenuto uno dei più importanti eventi cinematografici al mondo, è strutturato secondo una selezione ufficiale, alcune sezioni parallele e, a partire dal 1991, le Lezioni. La selezione ufficiale è strutturata in due parti, il Concorso e Un Certain Regard – cioè Un certo sguardo. Il Concorso è la parte più mediatica del Festival, che affianca autori affermati a talenti emergenti da tutto il mondo, ed assegna i premi principali tra cui la Palma d’oro per il miglior film. Un Certain Regard invece presenta una selezione di opere originali per contenuto o estetica. A fianco di questi vi sono altri concorsi di minor impatto mediatico, tra cui quello dei cortometraggi.
Particolarmente interessanti sono le Lezioni, originariamente incontri tra un importante regista ed un pubblico appassionato, formato da critici, cinefili, studenti di cinema desiderosi di approfondire la scoperta di un’opera grazie all’incontro con il suo autore. A questa prima formula sono state affiancate, negli ultimi anni, le Lezioni di musica e le Lezioni d’attore.



Gli Orsi di Berlino.

Il Berlinale, o festival internazionale del cinema di Berlino, è una mostra cinematografica che si svolge nella capitale tedesca nell’arco di dodici giorni, nel mese di febbraio. Nasce nel 1951 a Berlino ovest, per opera di alcuni soldati statunitensi di stanza nella città che, in gran parte distrutta, era ben lontana dall’essere il vivace centro artistico degli anni Venti, epoca d’oro del cinema tedesco.
Punto di incontro, anche geografico, tra occidente ed oriente, il Festival presenta annualmente circa 400 film divisi nelle sue varie sezioni. Di questi, venti competono per la sezione Concorso, nella quale vengono assegnati i premi dell’Orso d’Oro e dell’orso d’Argento. Il primo è un riconoscimento per il miglior film, i secondi si suddividono in premi riservati ai migliori registi, attori, attrici, sceneggiature e così via. Tra le altre sezioni figurano quelle dedicate alle opere indipendenti, ai film sperimentali, alle pellicole per ragazzi, ai cortometraggi ed alle retrospettive di classici presentati nelle passate edizioni.
Importante evento collegato alla Berlinale è il Mercato Europeo di Film, uno dei tre più grandi mercati cinematografici mondiali. E’ il principale centro di contatto tra operatori del settore, produttori, finanziatori, acquirenti: un evento professionale in cui le pellicole possono trovare distributori, ed i progetti produttori.